Ad Alberobello Vincenzo Schettini insegna fisica così, al tempo della modernità: lezioni sui social, alunni che risolvono i problemi con un video e like o condivisioni per innalzare il voto. Voi come la pensate?

A cura di: Daniela Centrone

#vincenzoschettini #fisica #lafisicachecipiace
 

Non credo sia uso comune di un genitore dei nostri tempi immaginare un figlio felicemente sintonizzato su un canale YouTube, intento a risolvere un problema di fisica. Ancor più difficile vederlo condividere sulla propria pagina Facebook la risoluzione di uno dei problemi per calamitare like su una piccola conquista scolastica anziché sul solito improbabile selfie. Eppure, accade. Non lontano da noi.

Il merito è dell'intuizione, geniale se volete, sicuramente interessante dal punto di vista dell'innovazione nel mondo della scuola, di un giovane professore di fisica del IISS Caramia-Gigante di Alberobello, Vincenzo Schettini.



Sì, lo conoscete in altre vesti. Eppure vi diamo delle bio: castellanese di nascita, adottato dalla città di Monopoli, è un vincente. Vince quando crea un canale chiamato "La fisica che ci piace" sulla celeberrima piattaforma web di video sharing, Youtube. Vince quando, navigando l'onda della febbre da social e parlando la lingua dei suoi studenti, li spinge a risolvere i problemi pubblicandone la soluzione sulla propria pagina Facebook. Vince correggendoli, commentandoli, seguendoli passo passo e premiandoli con commenti entusiastici e con un voto in più ogni 50 like. E così, neanche tanto per caso, crea un onda di sana, culturale condivisione di contenuti di fisica.

Una personalità ricca di sfaccettature ed un sensibile temperamento artistico che convergono nella direzione del Wanted Chorus che segue con competente passione. Il Wanted è un gruppo gospel con una storia ventennale che lo scorso 19 marzo si è esibito, raccontando in chiave musicale la passione di Gesù Cristo in "Passiochrist", nelle grotte di Castellana e che ogni anno rinnova la propria storia con tour estivi e natalizi.



D'altro canto se, come chi scrive, siete certi che l'educazione alla cultura sia la chiave che possa restituirci un mondo migliore, non potete non mostrare dell'entusiasmo sincero per il lavoro di un educatore che conosce il canale giusto per nutrire le menti dei nostri figli, che usa la musica per fare gruppo e 50 like per dare un voto in più. Se, invece, non condividete questo presupposto, non potete non riflettere sulla novità dirompente che il mondo social potrebbe portare nell'educazione dei millenials o se preferite delle generazioni future. Che di futuro, ormai, hanno ben poco. Se mai sono da seguire, eccome, nel presente.

Condividi
Commenta
Non ci sono commenti per questa notizia.